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Bruciore di stomaco

Definizione

 
Il bruciore di stomaco è il sintomo principale di uno squilibrio a livello della mucosa gastroduodenale tra fattori aggressivi (acidità gastrica) e fattori difensivi, e gioca un ruolo importante nella patogenesi di alcune patologie acido-correlate come la dispepsia, il reflusso gastroesofageo, la gastrite e l’ulcera.
 
Agenti endogeni aggressivi come l’acido cloridrico (basso pH gastrico) e la pepsina (un enzima preposto alla digestione delle proteine), avrebbero un’azione lesiva sulla parete gastrica se non intervenissero meccanismi di difesa e di riparo, che prendono il nome di barriera mucosale gastrica. Il muco costituisce una barriera fisica, mentre lo strato sottostante di bicarbonato rappresenta una barriera chimica capace di neutralizzare l’acido che arriva in prossimità della mucosa, contrastando la possibile comparsa di acidità di stomaco.
 
Una corretta vascolarizzazione della mucosa e la produzione di sostanze ad azione protettiva, come le prostaglandine, svolgono un ruolo di fondamentale importanza nella barriera mucosale.

 
Cause

 
Fattori esogeni come l’utilizzo di farmaci (aspirina e antinfiammatori non steroidei), lo stress, un’alimentazione scorretta, l’assunzione di alcool o l’infezione di Helicobacter pylori, possono causare un’eccessiva produzione di acido gastrico (iperacidità gastrica) o una minor efficienza dei meccanismi di difesa, con conseguente sbilanciamento tra fattori aggressivi e fattori difensivi.
 
Lo sbilanciamento con aumento dei fattori aggressivi (iperacidità) determina un danno mucosale caratterizzato inizialmente dall’istaurarsi di un processo infiammatorio (gastrite, esofagite) sino alla possibile erosione e ulcerazione della mucosa (ulcera peptica) in funzione della durata e intensità dell’aggressione.
 
Il sintomo più importante e frequente che si manifesta in presenza di un danno mucosale è il bruciore o acidità di stomaco.
Per esempio, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) data la loro azione diretta sulla mucosa e l’azione inibente sulla produzione di prostaglandine, sono i più importanti fattori scatenanti, dopo l’infezione da H. pylori, dell’ulcera peptica.

 
Sintomi

 
La sensazione di bruciore determinata dall’acidità di stomaco si accompagna a dolore con crampi, rigurgito e aerofagia.

La digestione risulta difficile e non di rado compaiono:

  • eruttazioni 
  • borborigmi (gorgoglii addominali a causa di spostamenti di gas e liquidi intestinali) 
  • flatulenza  
  • malessere generale

I sintomi compaiono tipicamente dopo il pasto o durante la notte.
La diagnosi può essere indirizzata già dalla sintomatologia clinica.
 
In funzione del quadro clinico il medico valuterà le più attendibili indagini diagnostiche, come per esempio la ricerca di H. pylori, l’esame radiologico e l’esame endoscopico con relativa biopsia.

 
Terapia

 

Le cure dell’acidità di stomaco vanno prescritte dal medico.
In linea generale, il trattamento dell’acidità di stomaco prevede l’uso di preparati antiacidi, medicinali a base di sostanze leggermente alcaline, in grado di neutralizzare l’acido gastrico e ridurre il dolore, alleviando i sintomi fastidiosi.

Nei casi più complicati, il medico può prescrivere una terapia con medicinali specifici che inibiscono la secrezione acida gastrica, come i farmaci inibitori della pompa protonica.
In presenza di una lesione ulcerosa causata da un’infezione da Helicobacter pylori, in genere, il medico indirizza verso un’opportuna terapia basata su farmaci che inibiscono la secrezione acida gastrica e su antibiotici mirati contro l’Helicobacter pylori.
 

Alimentazione

 

Chi soffre di bruciore di stomaco, oltre a utilizzare prodotti specifici per contrastare i sintomi, dovrebbe seguire una dieta che riduca la secrezione acida dello stomaco e che eviti un’eccessiva distensione meccanica della parete gastrica.

E’ necessario, quindi, correggere le proprie abitudini alimentari, eliminando gli alimenti che provocano acidità.
 
Gli alimenti da privilegiare

  • pane ben cotto e derivati (crackers, grissini, fette biscottate, biscotti secchi, pasta)
  • riso, semolino, cereali, tapioca, minestre leggere e con brodo di verdura
  • latte fresco ad alta digeribilità; formaggi freschi non fermentati
  • uova (ma non fritte o al tegamino)
  • verdure cotte
  • frutta cotta e frutta fresca (se tollerata)
    tè molto leggero, caffè d’orzo e solo a fine pasto, camomilla, acqua non gassata, tisane, succhi di frutta non acidi e diluiti con acqua (escludendo, quindi, limone, pompelmo, arancia, albicocca)
  • zucchero non raffinato
  • burro, olio, margarina, ma solo crudi, aromi ed erbe aromatiche, succo di limone al posto dell’aceto
  • carne bianca
  • pesce magro (bollito o alla griglia o al forno)

 
Gli alimenti da evitare

 

  • pane fresco con mollica e poco cotto, farine integrali o di segale
  • legumi interi (i legumi ben cotti e passati, a volte, sono ben tollerati)
  • latte concentrato e latte freddo; formaggi fermentati e piccanti
  • antipasti, stuzzichini, insaccati
  • carni e pesci grassi; insaccati
  • verdura cruda (soprattutto i pomodori)
  • tutta la frutta secca ed essiccata; tutta la frutta con i semi, acerba o poco matura
  • vino puro, birra, tutte le bevande gassate, tè e caffè concentrati (soprattutto se a stomaco vuoto), liquori e super alcolici; tutte le bevande ghiacciate e quelle troppo calde; i succhi di frutta acidi (limone, pompelmo, arancio, albicocca)
  • dolci fritti, farciti, di pasta sfoglia, con crema, cacao, cioccolato; gelati e sorbetti
  • spezie piccanti e aceto
  • brodo di carne

 
Gli alimenti da limitare

  • le carni, se utilizzate, vanno tutte preparate con cottura senza grassi: bollite, alla griglia o al microonde.
  • pesce fresco magro bollito o alla griglia o al forno con aggiunta di spezie, mai fritto! Gamberetti e crostacei solo lessati.

 


Consigli utili 


 
Oltre a seguire un regime alimentare specifico, esistono alcuni comportamenti e abitudini che possono aiutare il nostro stomaco a lavorare meglio.

  • Masticare il cibo con cura e lentamente e cercare di rendere il tempo che dedichiamo al pasto un momento tranquillo. Fretta e stress non sono amiche di una buona digestione!
  • Evitare pasti abbondanti e troppo distanziati tra loro o troppo frequenti (poichè potrebbero aumentare la secrezione acida). L’ideale sarebbero i classici 3 pasti quotidiani.
  • Un riposino dopo mangiato sarebbe un vero toccasana. Ma anche evitare di esporsi al freddo subito dopo il pasto è un ottimo aiuto per la digestione.
  • Utilizzare tecniche di cottura leggere, come il forno, la griglia, il vapore, il microonde, la lessatura, il cartoccio, che permettono la cottura dell'alimento con un minimo utilizzo di grassi per il condimento.
  • Evitare i cibi fritti, gli arrosti, le cotture prolungate e le salse, soprattutto se grasse o piccanti. Limitare i cibi molto speziati, fermentati, conservati, in scatola, affumicati o essiccati.
  • I condimenti andrebbero aggiunti soltanto a fine cottura e in piccole quantità, per evitare che il cibo diventi troppo “pesante” e grasso.
  • Evitare le bevande fredde o troppo calde, il fumo, il caffè, anche se decaffeinato, il tè e i superalcoolici.
  • Quando si soffre di episodi occasionali di acidità di stomaco e di lieve entità, può essere sufficiente l'uso regolare di farmaci da automedicazione, come gli antiacidi, che permettono di neutralizzare il reflusso di acido nello stomaco, bloccandone la produzione.