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Farmaci: Tdm, 450 giorni da ok Aifa a inserimento in prontuari regionali

30 novembre 2012

Milano, 29 nov. (Adnkronos Salute) - Quattrocentocinquanta giorni in media, per la precisione 449. In Italia un nuovo farmaco ci mette quasi un anno e mezzo per essere inserito nei prontuari regionali, dopo la pubblicazione del via libera da parte dell'Aifa. Il dato è tra quelli che emerge da un Rapporto sull'accesso all'assistenza farmaceutica in Italia, diffuso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato. Nel nostro Paese, denuncia l'associazione, il diritto di accesso alle cure va a sbattere contro il muro della burocrazia e si perde in un labirinto di prontuari: Ptor, Ptr, Protr, Ptp, Ptop, Ptav, Pto sono alcune delle sigle che indicano "gli innumerevoli passaggi che i farmaci subiscono prima di divenire disponibili ai cittadini".

"Il tempo medio stimato necessario all'Aifa per procedere con l'autorizzazione e la contrattazione del prezzo di rimborso - spiega il Tdm - si stima intorno ai 226 giorni". Ma "la media regionale italiana per l'inserimento nei Prontuari regionali e/o di Area vasta, una volta avvenuta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle determinazioni Aifa, è di 449 giorni. Si citano, a titolo di esempio, i 284 giorni della Regione Lazio, i 278 della Toscana, i 213 dell'Emilia Romagna, i 210 della Campania, i 190 del Veneto, i 145 dell'Umbria".

"Se poi si aggiungono ai tempi di inserimento nei Prontuari regionali o di Area vasta i tempi per includere i farmaci approvati dai prontuari regionali nei prontuari ospedalieri o aziendali - incalza Cittadinanzattiva - diventa ancora più difficile per i cittadini avere accesso a determinate cure in tempi congrui".

L'87,7% dei presidi farmaceutici oggetto dell'indagine, che ha coinvolto 78 farmacie di Asl e ospedali, è dotato di una 'Commissione prontuario terapeutico aziendale'. Ma "solo nell'11,7% di queste commissioni è presente un rappresentante delle associazioni di tutela dei diritti o di persone affette da patologie croniche e rare. Sarebbe invece auspicabile una maggiore presenza delle associazioni, proprio nell'ottica della multidisciplinarità", osserva Cittadinanzattiva-Tdm.

Nell'89,3% delle strutture che hanno risposto - riassume ancora l'associazione - esistono procedure che consentono l'erogazione di farmaci prescritti e non presenti nei prontuari. Può anche succedere che venga concordata un'alternativa terapeutica, facendo riferimento ai principi attivi in prontuario. Per i farmaci 'off label', invece, i tempi dell'erogazione al paziente vengono garantiti tra zero e 3 giorni (30,9% dei casi), possono raggiungere 10-15 giorni (14,3%), 30 giorni (12%) oppure, ma solo in pochissimi casi (7,1%), possono sforare anche oltre i 60 giorni. Il 70% delle strutture monitorate, risulta ancora dall'indagine, utilizza le procedure di Health Technology Assessment per l'inserimento dei farmaci nei prontuari ospedalieri.

E ancora. Secondo il Report, i principi attivi indicati nella lista Aifa dei farmaci innovativi, aggiornata nel dicembre 2011, "sono presenti nei prontuari terapeutici ospedalieri, ma non in maniera completa". Si va comunque da un minimo del 71,1% a un massimo dell'86,7%, e la maggior parte dei farmacisti chiarisce che la non presenza del farmaco nel prontuario ospedaliero è dovuta al fatto che quel prodotto non è stato mai richiesto dal prescrittore.

Cittadinanzattiva-Tdm elenca infine una serie di richieste per una maggiore accessibilità alle terapie farmacologiche:

1) Garantire l'accesso gratuito ai farmaci necessari e insostituibili per il trattamento delle patologie croniche e delle relative complicanze, attualmente disponibili e in fascia C; 2) Garantire un maggior accesso ai farmaci innovativi, con particolare riguardo ai farmaci per il trattamento delle malattie rare; 3) Garantire l'effettiva erogazione dei farmaci ospedalieri (fascia H) sul territorio nazionale, evitando sospensioni improvvise e tempi lunghi per l'inserimento degli stessi nei prontuari ospedalieri; 4) Garantire l'effettiva erogazione gratuita, su tutto il territorio nazionale, dei parafarmaci riconosciuti come necessari per il trattamento delle patologie, con particolare riguardo alle patologie rare. A tal fine si potrebbe percorrere la strada della creazione di un Fondo nazionale ad hoc.

E ancora: 5) Definire a livello nazionale tempi certi entro cui concludere le fasi dedicate alla individuazione delle classi di rimborsabilità dei farmaci, della contrattazione dei prezzi e ridurre i tempi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle autorizzazioni alla immissione in commercio; 6) Eliminare i prontuari terapeutici ospedalieri regionali vincolanti, al fine di garantire uniformemente i Lea definiti dall'Aifa; 7) Continuare a garantire e monitorare l'immediata implementazione nel territorio nazionale delle decisioni prese a livello europeo in tema di farmaci orfani e innovativi; 8) Monitorare l'immediata disponibilità dei farmaci approvati a livello nazionale dall'Aifa nei prontuari terapeutici ospedalieri regionali e vigilare sui provvedimenti regionali che interpretano restrittivamente le determinazioni Aifa, assicurando l'effettivo rispetto dei Lea; 9) Prevedere forme permanenti di coinvolgimento delle prganizzazioni civiche di tutela del diritto alla salute nelle politiche farmaceutiche.