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Ultimo aggiornamento: 25/06/2010
GastroenterologiaSCHEDA
Stipsi: definizione | Sintomi | Eziologia | Diagnosi | Prevenzione e terapia |

Definizione di stipsi (stitichezza)

 

Si parla di stitichezza o stipsi quando la defecazione viene ritenuta insufficiente, ossia quando si verificano una o più delle seguenti condizioni:

  • ridotta frequenza di evacuazione (inferiore alle 2-3 volte la settimana)
  • eliminazione di feci eccessivamente disidratate e/o di scarso volume
  • evacuazione dolorosa
  • eccessivo sforzo per l’evacuazione (se si prolunga per più di 10 minuti)
  • necessità del ricorso ad interventi manuali
  • sensazione di evacuazione incompleta
  • necessità del ricorso a clisteri o lassativi di vario tipo per arrivare ad evacuare con regolarità.

Le condizioni che definiscono una regolare attività dell’intestino possono variare da persona a persona.

  • Un intestino è ritenuto regolare quando l’atto della defecazione si verifica da 3 volte al giorno a 3 volte la settimana
  • Si considerano normali le feci cosiddette morbide e ben formate; vi sono comunque persone che regolarmente producono feci relativamente compatte, senza per questo avere problemi durante l’evacuazione.

 

La stipsi deve quindi essere intesa come un’alterazione delle proprie abitudini intestinali, sia nel ritmo di evacuazione, sia nelle caratteristiche abituali (forma, consistenza) delle feci.

 

Nella maggior parte dei casi la stitichezza è un malessere temporaneo e, per quanto fastidiosa, non crea problemi di eccessivo rilievo.
In ogni caso va trattata e corretta, soprattutto quando gli episodi diventano ricorrenti e/o quando questa condizione si prolunga fino a diventare cronica.

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