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Ultimo aggiornamento: 07/05/2009
Vasi e circolazioneSCHEDA
Emorroidi: definizione | Sintomi e cause | Trattamento |

Emorroidi: definizione

 

 

Le emorroidi, indicate anche con il termine malattia emorroidaria, consistono in un’alterazione patologica dei cuscinetti di tessuto riccamente vascolarizzato che rivestono la parte inferiore del retto.

 

Rappresentano uno dei problemi più comuni legati all’intestino e colpiscono il 25% della popolazione adulta, in particolare i soggetti di età compresa tra i 45 e i 65 anni.

 

Nella pratica, le emorroidi consistono in dilatazioni del plesso venoso emorroidario sottomucoso e di quello sottocutaneo e si presentano come rigonfiamenti (detti gavoccioli) più o meno congesti, rosso bluastri, talvolta sanguinanti.

 

Si distinguono in interne ed esterne, a seconda della loro origine, cioè al di sopra o al di sotto della linea dentata del canale rettale.

 
  • L’evoluzione della malattia porta spesso a un’esteriorizzazione delle emorroidi interne a causa di un prolasso al di fuori dell’orifizio anale.
  • A differenza di quelle interne, che non sono molto innervate, le emorroidi esterne possiedono una ricca innervazione e sono quindi molto sensibili.

 

 

Classificazione  

 

Le emorroidi sono classificate in base al grado di sanguinamento e alla gravità del prolasso, in particolare:

  • Emorroidi di I grado: sono completamente interne al canale anale. Possono sanguinare, ma non fuoriescono all’esterno, neppure durante uno sforzo o l’emissione delle feci. In genere, in questo stadio non sono fastidiose e non provocano dolore.
  • Emorroidi di II grado: sono aumentate di volume, per la maggior pressione venosa indotta da uno sforzo muscolare. Tendono a fuoriuscire (prolassare) dal canale anale, ma si riducono e rientrano spontaneamente nel canale al cessare dello stimolo.
  • Emorroidi di III grado: prolassano all’esterno spontaneamente o sotto sforzo e necessitano di una riduzione manuale per rientrare nel canale anale.
  • Emorroidi di IV grado: sono stabilmente prolassate all’esterno e non possono più essere ridotte manualmente.
    In questo stadio il dolore e gli altri sintomi sono molto fastidiosi e incidono sulla qualità di vita del soggetto che ne soffre.

 

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