Bronchite ed enfisema: terapia
La terapia della bronchite cronica e dell'enfisema polmonare è mirata alla cura delle eventuali complicanze che, se non vengono curate presto e bene, portano a un'accelerazione del peggioramento funzionale.
Prevenzione
L'unica vera terapia è quella preventiva e si riconduce a una sola e fondamentale manovra: abolizione del fumo di sigaretta, attivo e passivo.
Altra misura importante, che riguarda la sfera sociale è la lotta all'inquinamento atmosferico.
Terapia farmacologica
I principali presidi terapeutici che vengono utilizzati sono:
- Antibiotici. Il ristagno di muco prodotto in eccesso nella bronchite cronica favorisce l'attecchimento di microbi con la comparsa di bronchiti acute (febbre, aumento dell'espettorato con modificazioni del suo aspetto). Il processo infiammatorio a esse collegato produce sostanze che danneggiano la componente elastica del polmone innescando così il processo che porta all'enfisema. L'utilizzo precoce ed energico degli antibiotici permette di contrastare la comparsa di questa complicazione
- Mucoregolatori. Si tratta di sostanze che contrastano l'eccesso di produzione di muco e la sua alterata consistenza
- Vaccino antinfluenzale. Prevenendo gli episodi di riacutizzazione infettiva, permette di evitare le gravi complicazioni della malattia a carico dell'apparato respiratorio di questi pazienti.
Trattamento
Anche al di fuori delle riacutizzazioni infettive, esiste sempre una condizione infiammatoria nei bronchi di questi soggetti, che tende a mantenere attiva la malattia e a produrre un costante stato di spasmo della muscolatura bronchiale.
Questo spasmo aumenta la difficoltà al passaggio dell'aria, già limitato dalla presenza di muco in eccesso. Lo stato infiammatorio e il broncospasmo che ne consegue sono contrastati con l'uso continuativo di cortisone e broncodilatatori somministrati sotto forma di aerosol o, più modernamente, di polveri micronizzate per inalazione.
Questi pazienti possono trarregiovamento da una particolare fisioterapia che li aiuta a rendere più efficienti i meccanismi della tosse, per espellere con maggior facilità il muco in eccesso. La fisioterapia insegna anche come sfruttare al meglio la muscolatura respiratoria, per ottimizzare l'utilizzo delle loro ridotte risorse.
Negli ultimi anni si è dimostrato che l'uso dell'ossigeno, per almeno 12-16 ore al giorno, è in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti con insufficienza respiratoria secondaria a bronchite cronica ed enfisema. L’ossigenoterapia ritarda anche la comparsa e l'evoluzione del cuore polmonare cronico.
L'ossigeno viene somministrato attraverso cannule nasali che sono di minimo impaccio per il paziente e viene erogato da una bombola di ossigeno liquido che viene rifornita settimanalmente. Questa bombola permette al paziente di spostarsi senza problemi nell'ambito domestico; esiste anche una specie di zainetto portatile, denominato stroller, che dà al paziente 1-2 ore di autonomia e che può essere ricaricato dalla bombola principale.