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Ultimo aggiornamento: 17/05/2007
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In viaggio col bebè

Nessuna controindicazione se state organizzando un viaggio con un bambino piccolo. L'importante è organizzarsi per tempo, scegliere una meta che si adatti alle sue esigenze e pensare a tutto quello che potrebbe servirvi durante il soggiorno fuori casa. Insomma, optare per un viaggio a "misura di bebè".

A differenza degli adulti a cui basta qualche ora, il bambino ha bisogno di 2 o 3 giorni per adattarsi a un nuovo ambiente e alle relative differenze climatiche. Affrontare dunque questo cambiamento per un solo fine settimana è spesso controproducente, soprattutto se il viaggio per raggiungere la località è lungo più di 4 ore (nei primi mesi di vita, se non strettamente necessari, andrebbero evitati i viaggi lunghi che superino i tempi di intervallo tra un pasto e l’altro specie se non si è in condizione di poter alimentare il piccolo).

Gli effetti post viaggio, i cambiamenti di clima e di abitudini possono rendere il bambino irritabile, fargli subire alterazioni dei ritmi del sonno, causargli stitichezza. E’ opportuno allora unire più giorni di vacanza (almeno una settimana) e garantire così al bambino il tempo necessario a superare lo “stress”.

Inoltre è bene evitare di viaggiare nelle ore troppo calde, qualunque mezzo si usi, perchè il bimbo piccolo ha un sistema di adattamento alle temperature esterne (termoregolazione), molto meno efficiente dell’adulto.

Una volta scelta la località dove soggiornare, sarebbe poi opportuno informarsi sui servizi offerti dalla stessa: chiedere quali sono e dove si trovano le strutture sanitarie disponibili (ospedali e farmacie) e a chi ci si può rivolgere in caso di bisogno.

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