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Ultimo aggiornamento: 14/07/2009
Le news salute
14 luglio 2009
CHIRURGIA PLASTICA: VACANZA CON 'RITOCCO' IN METE ESOTICHE, E' BOOM DI ITALIANI

Roma, 13 lug. - (Adnkronos Salute) - Vacanze esotiche in Tunisia, Marocco e persino in Thailandia con incluso passaggio in sala operatoria per un 'ritocco' di chirurgia plastica. Grazie a 'pacchetti', tutto compreso, offerti da agenzie specializzate in 'turismo chirurgico' facilmente reperibili su Internet, che permettono interventi con convalescenza a cinque stelle, magari con famiglia a seguito, a costi inferiori di un'operazione in patria. Sono sempre di piu' gli italiani che scelgono questa soluzione, gia' rodata da qualche anno, e che - complice la crisi economica che non frena pero' la voglia di 'rifarsi'- conosce quest'estate un vero e proprio boom.

"Possiamo parlare di un aumento del 10% dei clienti italiani nelle cliniche esotiche. Ma credo sia una stima per difetto", spiega all'ADNKRONOS SALUTE Maurizio Valeriani, primario di chirurgia plastica all'ospedale San Filippo Neri di Roma, sottolineando che i nostri connazionali sono attratti soprattutto da localita' del mediterraneo Tunisia, in testa, seguita da Marocco, Croazia e persino il Libano, patria di una zona ribattezzata 'Silicon Valley' perche' ricca di strutture dedicate a chi vuole regalarsi seni extra large. Ma c'e' anche chi si avventura in India e Thailandia, mete, in verita', particolarmente amate da inglesi e americani che sperimentano questa soluzione da piu' tempo.

L'obiettivo e' soprattutto risparmiare, con spese per gli interventi che scendono dal 50% al 70%: L'India e' la piu' economica, con proposte 'total body' (piu' interventi insieme) dai 5 mila dollari. E' un dato di fatto che la crisi, che fino ad ora non aveva toccato la chirurgia estetica di casa nostra "negli ultimi mesi comincia a 'mordere' anche questo settore, spingendo i pazienti verso offerte a basso costo", dice Valeriani. Ma conta anche la possibilita' di sottoporsi a un 'restyling' lontani da occhi indiscreti, in ferie, magari con la famiglia, e senza dover dare troppe spiegazioni in ufficio.

Nel 2008 solo in Tunisia, secondo un'indagine della Camera nazionale delle cliniche private del Paese nordafricano, sono stati 5mila i pazienti europei che si sono sottoposti a interventi di chirurgia plastica: il 20% in piu' rispetto al 2007. Cifre legate, probabilmente, alla buona reputazione dei medici tunisini ma anche ad un'organizzazione efficiente del 'turismo medico': i pazienti, infatti, sono presi in carico sin dall'inizio da professionisti, che parlano la loro lingua, di agenzie specializzate come Esthe'tika Tour, Cosmetica Travel o Service me'dical international. Con una convalescenza resa piu' piacevole da offerte da beauty farm. Un fenomeno, pero', non privo di rischi.

"Non e' una scelta necessariamente pericolosa, ma va fatta con attenzione, tenendo conto dei problemi a cui si puo' andare incontro. Queste strutture - spiega Valeriani - si avvalgono anche di buoni medici, di scuola europea, ma verificare e' difficile. Non si possono avere sicurezze ne' nella scelta del chirurgo, la cui professionalita' e' difficile da controllare a distanza, ne' sui materiali e le norme igieniche seguite". Manca poi la possibilita' di tutele legali.

"Nel consenso informato proposto viene indicata solo la possibilita' di avere, nel caso di problemi, un intervento 'riparatorio'. Non c'e' possibilita' di fare causa che comunque dovrebbe essere fatta in loco". Il consiglio e' quello di verificare, almeno, che il chirurgo a cui ci si rivolge "sia iscritto alla Federazione mondiale delle societa' chirurgia plastica (Ipras) e limitarsi a piccoli interventi. Da evitare assolutamente, invece, interventi 'combinati'- con piu' operazioni insieme- e di grante entita'".

Piu' drastico Marco Gasparotti, docente di chirurgia estetica all'universita' di Siena: "E' una follia andare in queste localita' per risparmiare rischiando di avere danni estetici e di salute", dice all'ADNKRONOS SALUTE. "Senza avere, inoltre, punti di riferimento una volta tornati a casa, a meno di 7 giorni dall'intervento. E' un controsenso medico perche' e' risaputo che e' assolutamente vietato prendere l'aereo prima di 13 giorni dall'operazione perche' c'e' il rischio di sanguinamenti. Nessun chirurgo serio lo permetterebbe".

Gasparotti sottolinea che la "chirurgia estetica e' cara perche' va fatta in ambienti estremamente qualificati e con materiali di qualita'", spiega sottolineando che il prezzo degli interventi 'esotici' - un lifting puo' costare 10 mila euro in Italia e 3.500 in Tunisia albergo compreso - e' cosi' basso da essere sospetto. "Non si coprono nemmeno le spese delle protesi. Una protesi al seno di qualita' costa 1.500 euro. Se l'intervento piu' l'albergo costa 2.500 euro vuol dire che sono state usate protesi giapponesi da 300 euro, di pessima qualita'. C'e' poi il problema dei punti, del controllo della cicatrice e la necessita' di seguire la paziente nel periodo post-operatorio".

Infine queste localita' in genere hanno temperature calde "non sono il luogo ideale per la chirurgia sicura", dice ancora l'esperto. E non si tratta, aggiunge, di una "difesa di mercato". Anche perche' "spesso questi pazienti vengono rioperati da noi per correggere i difetti: in pratica queste cliniche ci procurano clienti. Nel mio studio arrivano almeno due pazienti a settimana reduci da queste 'vacanze chirurgiche'. Seguiamo, nelle nostre strutture, un alto numero di urgenze per piccoli problemi che, gestiti li' per li' sarebbero stupidaggini, gestite successivamente dopo un viaggio, diventano problemi che dal punto di vista estetico danno risultati orribili", conclude Gasparotti.

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