Milano, 22 set. (Adnkronos Salute) - Macchie di colore bianco latte distribuite in tutto il corpo, dai contorni irregolari, ma ben evidenti. La vitiligine, malattia cronica della pelle causata dalla carenza o dall'assenza totale di melanociti in aree circoscritte della cute, si presenta così. Colpisce fino al 2% della popolazione mondiale senza distinzioni di sesso, e in un caso su due compare fra i 10 e i 30 anni. Le terapie per combatterla esistono, ma spesso per mascherare gli inestetismi è necessario un 'ritocco' cosmetico. Per questo, "nello studio del dermatologo e nelle cliniche dermatologiche - propone l'Ariv (Associazione ricerche e informazione per la vitiligine) - sarebbe auspicabile attivare periodicamente un laboratorio di 'camouflage'". Il 'trucco terapeutico' allevia infatti il grave disagio psicologico dei malati.
"L'utilizzo del camouflage - ha spiegato Alida DePase, socia fondatrice dell'Ariv, life member della UK Vitiligo Society e responsabile relazioni internazionali di Vitiligo Support International (VSI), oggi a Roma durante un convegno sulla vitiligine - ha ottenuto finalmente il proprio ruolo, dopo anni di diffidenza da parte della comunità medico-scientifica. Viene realizzato con cosmetici specifici. Non è la bacchetta magica, ma è di grande utilità per affrontare il quotidiano con più sicurezza, senza timore di sguardi indiscreti o di domande più imbarazzanti delle chiazze stesse". Ecco perché "sarebbe importante per i pazienti poter testare con regolarità i prodotti che minimizzano i segni della malattia e apprenderne le tecniche di applicazione".